Riconoscimento qualifiche estere

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I restauratori e i tecnici del restauro di beni culturali che hanno conseguito la qualifica o che operano in un altro stato europeo o in un paese extra-UE, per operare in Italia devono richiedere il riconoscimento della loro qualifica.

Il Ministero della Cultura - Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali è l’autorità italiana competente per il riconoscimento di queste qualifiche.

Due i possibili casi:

  • libera prestazione di servizi, una mobilità temporanea che consente di esercitare immediatamente la professione e comporta la presentazione di una dichiarazione preventiva annuale rinnovabile attestante i titoli posseduti e/o un'esperienza professionale di almeno un anno negli ultimi 10 anni (l'anno di esercizio della professione non è richiesto se la professione o la formazione che abilita ad essa è regolamentata). 
  • diritto di stabilimento, che implica la partecipazione permanente alla vita economica di uno Stato e prevede una procedura di riconoscimento della qualifica estera fondata su un confronto tra i percorsi formativo-professionalizzanti previsti in Italia per l'esercizio della professione e quello svolto dal richiedente, a seguito di presentazione di apposita domanda. Il procedimento di riconoscimento si conclude entro quattro mesi dalla ricezione della documentazione completa mediante: 
  • accoglimento della domanda tramite decreto direttoriale (Decreti di riconoscimento);
  • accoglimento della domanda previo superamento di misure compensative (es. prova attitudinale o tirocinio di adattamento) quando esistono differenze sostanziali nella durata o nelle materie relative alla formazione posseduta rispetto a quella italiana; vengono valutati anche studi ed esperienze professionali, se documentati, al fine di un'eventuale diminuzione della misura compensativa;
  • respingimento della domanda quando esistono differenze nella formazione non colmabili o in mancanza dei requisiti previsti.

 

Qualifiche professionali extra-UE

Le qualifiche professionali acquisite da un cittadino di un paese terzo o al di fuori del territorio dell'Unione Europea possono essere riconosciute, per il solo caso di diritto di stabilimento, in base alle disposizioni del D.P.R. 394/99, artt. 39, 49 e 50 (attuativo del Testo Unico sull'immigrazione), e il successivo D.P.R. 334/04, che estende anche ai titoli non UE la possibilità di ottenere il riconoscimento della qualifica professionale posseduta.

Tali norme, a partire dal 1 gennaio 2021, si applicano anche alle qualifiche conseguite nel Regno Unito. 

 

Documentazione necessaria

Prima di compilare la domanda è necessario essere in possesso della seguente documentazione da allegare:
1. Prova della nazionalità (ad esempio carta di identità o passaporto)
2. Documentazione in formato pdf da inserire in un’unica cartella zip (dimensione max allegati 10 MB) che includa:
 
a) Documentazione relativa al titolo di studio specifico per l'attività professionale richiesta e percorso formativo (durata del corso accademico seguito, elenco degli esami sostenuti). L’elenco degli esami è necessario per determinare l’eventuale esistenza di differenze sostanziali rispetto alla formazione richiesta in Italia. 
b) Attestazione rilasciata dall’Autorità competente del paese di provenienza (individuata ai sensi dell’art. 3 co. 1 lett. d) della direttiva 2005/36/CE) che indichi se in tale paese la professione è regolamentata, quali attività professionali si possono esercitare in seguito al percorso formativo seguito dal richiedente, i requisiti richiesti dalla legislazione dello Stato membro per ottenere la qualifica professionale (e se il richiedente è in possesso di tali requisiti) e il livello del titolo rispetto all'art. 11 della direttiva 2005/36/CE. 
c) Nel caso di professione non regolamentata (se quindi l’ordinamento interno del Paese di origine non richieda alcun requisito particolare per accedere alla professione o per poterla esercitare, né per utilizzare il titolo professionale), il richiedente potrà dimostrare: 
- il possesso di una formazione regolamentata (con attestazione dell’autorità competente) o
- il possesso di almeno un anno di esperienza professionale (svolto negli ultimi dieci anni), con certificazione rilasciata dall’ente presso il quale è stata prestata la propria opera professionale, specificando il periodo e il contenuto delle prestazioni effettuate (nel caso in cui si tratti di esercizio della libera professione, l’attività dovrà essere dimostrata con adeguata certificazione fiscale) a tempo pieno o per una durata complessiva equivalente a tempo parziale, in un altro Stato membro che non regolamenta detta professione e di uno o più attestati di competenza o uno o più titoli di formazione rilasciati da un altro Stato membro che non regolamenta la professione.  
d) Ulteriori informazioni che potrebbero ridurre in tutto o in parte eventuali misure compensative (ad esempio informazioni sull’eventuale esperienza professionale anche se la professione nel Paese di provenienza è regolamentata, informazioni su eventuali ulteriori corsi di formazione, seminari svolti in aggiunta alla formazione iniziale). 
 
Per cittadini extra UE o qualifiche conseguite in paesi extra UE, è necessario allegare anche: 
 
e) Permesso di soggiorno in corso di validità. 
f) Dichiarazione di valore in loco (documento ufficiale, scritto in italiano, che dà informazioni su un dato titolo di studio/formazione o titolo professionale conseguito all’estero e sul suo valore nel Paese che lo ha rilasciato. Tale Dichiarazione viene emessa dalle Rappresentanze Diplomatiche italiane all’estero - Ambasciate/Consolati- competenti per zona; per competente per zona si intende la Rappresentanza Diplomatica italiana più vicina alla città dell’istituzione che ha rilasciato il titolo straniero). La dichiarazione sostituisce l’Attestazione rilasciata dall’Autorità competente di cui al punto b) e deve contenere anche le seguenti informazioni: 
a) descrizione del sistema di formazione del Paese che ha rilasciato il titolo; durata legale della formazione;  
b) luogo di acquisizione della formazione;  
c) indicazione se la professione interessata è regolamentata o meno e se il titolo posseduto dal richiedente è titolo necessario e sufficiente per l’esercizio autonomo dell’attività professionale nel Paese di riferimento;  
d) attestazione circa il possesso di tutti i requisiti richiesti dalla legislazione locale per l’esercizio della professione da parte del richiedente nel paese di riferimento. 
 
3. Attestazione di pagamento dell'imposta di bollo pari ad Euro 16,00 effettuato tramite bonifico a favore di: "Bilancio dello Stato Capo VIII, Capitolo 1205, art. 1" BIC: BITAITRRENT - IBAN: IT 07Y 01000 03245 348 008 1205 01 IMPOSTA: Imposta di bollo (solo per diritto di stabilimento).
 

Formalità relative alla documentazione

La documentazione di cui ai punti da a) a d) deve essere presentata in copia autentica (o copia conforme all’originale) oppure, per i cittadini dell’Unione europea, in fotocopia semplice (ben leggibile). I documenti che si allegano (ad eccezione della copia del passaporto o della carta d’identità) devono essere sia in lingua originale che tradotti a norma di legge in italiano. La traduzione può essere ufficiale (a cura delle autorità diplomatiche o consolari italiane del Paese in cui i documenti sono stati redatti), oppure giurata (effettuata da un traduttore presso la competente Autorità giudiziaria italiana) oppure semplice. In tale ultimo caso, occorre allegare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

 

Presentazione della documentazione

La presentazione delle domande di riconoscimento della qualifica professionale avviene esclusivamente in modalità elettronica tramite la seguente procedura: 
 
1. Registrazione alla piattaforma Professionisti di Beni Culturali tramite la voce di menu Registrati  
2. Accesso tramite la voce di menu Accedi, inserendo user (il proprio codice fiscale) e la password scelta in fase di registrazione 
3. Selezione della voce di menu “Qualifiche estere” e della domanda tra quelle di interesse 
4. Compilazione della domanda, allegando la documentazione richiesta, e invio tramite il tasto “Invia”  
 
Non sono ammesse altre forme di produzione o di invio della domanda di riconoscimento professionale. Qualsiasi documentazione pervenuta in altre modalità presso gli uffici del Ministero sarà considerata irricevibile. 
 

Normativa di riferimento

D.lgs n. 15 del 28 gennaio 2016, che attua la direttiva 2013/55/UE 

D.lgs n. 206 del 9 novembre 2007, che attua la direttiva 2005/36/CE 

D.P.R. 334/04 regolamento recante modifiche ed integrazioni al D.P.R. 394/99 in materia di immigrazione 

D.P.R. 394/99, regolamento di attuazione del Testo Unico sull’immigrazione d.lgs n. 286 del 25 luglio 1998 

Circolare_DGER n.24-2019  

 

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ultima modifica: 8 giugno 2021